Quando l’afa detta la moda: il ventaglio diventa trendsetter

ll caldo ci sta insegnando a rallentare. E il ventaglio è il nuovo trendsetter.

C’è un momento, ogni estate, in cui smettiamo di combattere contro il caldo e iniziamo semplicemente a conviverci. Succede quando l’aria sembra immobile, quando le città rallentano il passo e quando persino le attività più semplici richiedono uno sforzo supplementare.

Quando durante il giorno tutte le vie sembrano deserte e la socialità torna a fare capolino dopo il tramonto.

In questi giorni di afa persistente, in cui le temperature sembrano non concedere tregua, stiamo tutti imparando una lezione che avevamo dimenticato: non sempre possiamo accelerare. A volte dobbiamo rallentare.

E forse è proprio per questo che, tra gli accessori più inaspettati dell’estate, sta tornando protagonista un oggetto che sembrava appartenere a un’altra epoca: il ventaglio (non per me, io forse sono di un’altra epoca e lo uso da sempre, ora però lo abbino anche).

Non più relegato ai cassetti delle nonne o ai souvenir acquistati durante una vacanza in Spagna, il ventaglio è tornato nelle nostre borse, nei look cittadini e perfino sui social.

Funzionale, elegante, leggero e sorprendentemente attuale, sta vivendo una nuova stagione di popolarità.

Del resto, la moda ha sempre avuto una capacità straordinaria: trasformare una necessità in una scelta di stile.

Il ventaglio ne è forse uno degli esempi più affascinanti.

Due brevi cenni storici (tempo di lettura: una sventagliata).

Le sue origini risalgono a migliaia di anni fa tra Asia e Medio Oriente, ma è tra il XVI e il XVII secolo che conquista l’Europa, diventando un accessorio irrinunciabile nelle corti aristocratiche. Decorato a mano, impreziosito da tessuti, pizzi e miniature, era molto più di uno strumento per combattere il caldo. Era un simbolo di eleganza, raffinatezza e, secondo la tradizione, persino un mezzo di comunicazione silenziosa.

Per secoli il ventaglio ha accompagnato le donne nei salotti, nei teatri e nelle occasioni mondane. Poi è lentamente scomparso, sostituito da tecnologie più moderne e da abitudini diverse.

O almeno così sembrava.

Perché l’estate del 2026 ci sta raccontando una storia diversa.

L’oggetto trendsetter

Di fronte a temperature sempre più elevate, il ventaglio è tornato a essere un alleato quotidiano. Ma il suo ritorno non è soltanto pratico. È anche estetico.

Minimalista o colorato, in bambù, legno o tessuto stampato, oggi il ventaglio viene scelto come si sceglie una borsa, un paio di occhiali da sole o un gioiello. C’è chi lo coordina all’outfit, chi lo colleziona, chi lo sfoggia come dettaglio distintivo durante eventi, concerti e serate all’aperto.

In un panorama dominato dalla tecnologia, c’è qualcosa di sorprendentemente contemporaneo in questo accessorio così antico.

Non ha batterie da ricaricare.
Non richiede aggiornamenti.
Non emette notifiche.

Eppure funziona perfettamente.

Forse è proprio questo il suo fascino.

Mentre inseguiamo continuamente strumenti che ci permettano di fare di più e più velocemente, il ventaglio ci invita a compiere un gesto semplice e ripetitivo. Aprirlo, muoverlo lentamente, concedersi una pausa.

Un piccolo rituale che sembra appartenere a un tempo diverso.

E forse è qui che il ventaglio diventa davvero trendsetter.

Non perché sia l’accessorio più fotografato dell’estate (o forse sì?) o l’ultimo oggetto virale sui social (o forse sì), ma perché interpreta perfettamente lo spirito del momento. In un mondo che corre, ci ricorda il valore della lentezza. In giornate in cui l’afa detta le regole, ci suggerisce di adattarci anziché resistere.

Quelli che hanno fatto breccia nel mio cuore (acquistabili anche on line)

Courtesy of Véra Pilo

Véra Pilo. Colori, motivi, legni esotici, forme sorprendenti, eleganza, eccentricità e classicità (link: https://verapilo.com/it )

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E infine ci sono i miei.

Negli anni ho accumulato una piccola collezione di ventagli. Alcuni acquistati in viaggio, altri scelti perché si abbinavano a un vestito, altri ancora semplicemente regalati. Quello che era nato come un modo pratico per sopravvivere alle giornate più afose è diventato un vero e proprio accessorio del quale non riesco più a fare a meno.

Li infilo in borsa appena arriva la bella stagione e, puntualmente, finiscono per accompagnarmi ovunque: in città, durante un concerto all’aperto, in vacanza, a un evento o persino durante qualche riunione particolarmente… accaldata.

Certo, il ventaglio ha anche un piccolo segreto: va saputo usare.

Aprirlo con disinvoltura e sventolarsi con una certa eleganza richiede un minimo di pratica. Le prime volte il rischio è quello di impigliarsi, aprirlo a metà o trasformare un gesto raffinato in una performance improvvisata. Ma si impara sul campo.

Lo dico per esperienza: mi è caduto più volte, ne ho rotto qualcuno, l’ho aperto addosso a persone ignare e, in alcuni momenti di disperazione climatica, l’ho persino sventolato con un entusiasmo decisamente eccessivo. Insomma, come ogni accessorio che si rispetti, richiede un po’ di esperienza.

E una volta presa la mano, diventa quasi un rituale.

Forse è anche questo il motivo del suo fascino: non è soltanto un oggetto. È un gesto. Un piccolo lusso quotidiano che ci ricorda di rallentare, respirare e prenderci cura di noi stessi, anche nelle giornate più calde.