Il guardaroba emotivo: quando i vestiti diventano ricordi

Ci sono vestiti che compriamo per necessità.

Una camicia bianca che serve sempre.
Un blazer per il lavoro.
Un paio di jeans perfetti.

E poi ci sono vestiti completamente diversi.

Quelli che non riusciamo a buttare via.
Quelli che, ogni volta che li vediamo nell’armadio, ci riportano da qualche parte.

Un viaggio.
Un incontro.
Un momento preciso della nostra vita.

Perché, a pensarci bene, il nostro guardaroba non è fatto solo di tessuti.

È fatto di ricordi.

I vestiti che custodiscono una storia

Ci sono capi che diventano piccoli capitoli della nostra vita.

Nel mio guardaroba, per esempio, ce ne sono alcuni che non potrei mai lasciare andare.

C’è l’abito che indossavo quando mio marito mi ha chiesto di sposarlo.
Oggi non mi sta più, eppure non potrei mai separarmene. Ogni volta che lo guardo mi riporta esattamente a quel momento.

Poi ci sono gli stivali del viaggio di nozze. Li ho comprati per un safari in Africa e da allora li uso con una cura quasi esagerata. Ho sempre paura che si rovinino. So già che non li butterò mai.

E poi c’è il tailleur che indossavo il giorno della mia laurea. Lo avevo scelto personalmente in un piccolo negozio di Vicolo Trivelli, a Reggio Emilia, che oggi non esiste più. Anche per questo, quel capo, ha assunto un valore diverso: non racconta solo un giorno importante, ma anche un luogo che ormai appartiene al passato.

È curioso pensare che, appesi in un armadio, possano convivere così tanti momenti della nostra vita.

Il vero lusso di un guardaroba

Forse il vero lusso non è avere un armadio pieno.

È avere vestiti che custodiscono storie.

Non quelli che indossiamo più spesso.
Ma quelli che restano.

Quelli che parlano di noi, anche quando rimangono appesi.

Perché alla fine il nostro stile non è fatto solo di ciò che scegliamo di indossare.

È fatto delle vite che abbiamo vissuto.

Il cambio di stagione

E poi c’è quel momento preciso dell’anno.

Il cambio di stagione.

Quando apriamo l’armadio, spostiamo capi, riscopriamo quelli dimenticati. E, senza accorgercene, ci ritroviamo tra le mani qualcosa che non è solo un vestito.

Un ricordo.

Forse è anche per questo che il cambio di stagione non è mai solo un gesto pratico.

È un piccolo viaggio.

Tra quello che siamo oggi
e quello che siamo stati.

E allora buon cambio di stagione.

Che sia anche l’occasione per ritrovare, tra un capo e l’altro, qualche storia da portare ancora con noi.