Wimbledon: 10 tradizioni (e follie glamour) che rendono il torneo più elegante del mondo.
Wimbledon è probabilmente l’evento sportivo più glamour del pianeta, dove ogni dettaglio è regolato da un rituale centenario.
Jannik Sinner ha scritto un’altra pagina di storia del tennis italiano, conquistando ieri il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon. Un trionfo che riempie d’orgoglio gli appassionati e consacra il campione altoatesino tra i grandi protagonisti di questo sport. Ma Wimbledon è molto più di una competizione tennistica.
Ogni estate, infatti, i campi in erba dell’All England Club diventano il palcoscenico di un rituale che intreccia sport, tradizione, aristocrazia ed eleganza britannica.
Qui nulla è lasciato al caso: dal rigoroso total white indossato dai giocatori alle fragole con panna, dal celebre falco che sorvola i campi prima delle partite alla prestigiosa Royal Box riservata agli ospiti più illustri.
Dietro ogni dettaglio si nasconde una storia, una regola o una curiosità che contribuisce a rendere Wimbledon il torneo più affascinante e glamour del mondo. Io ve ne racconto 10.

Courtesy of profilo ufficiale @janniksin
1. Perché i giocatori vestono rigorosamente di bianco
Non è una semplice scelta estetica.
La regola nasce nell’Ottocento perché il sudore era considerato poco elegante: il bianco lo rendeva meno visibile rispetto ai tessuti colorati. Oggi il regolamento è rigidissimo: quasi tutto deve essere bianco, persino lacci, cappellini e fasce. Negli anni campioni come Federer, Agassi e Venus Williams hanno dovuto modificare il proprio abbigliamento per rispettarlo.
2. Perché tutti mangiano fragole con panna
Non esiste Wimbledon senza una coppetta di fragole con panna. È il rituale gastronomico che, da oltre un secolo, accompagna il torneo e racconta alla perfezione l’eleganza discreta britannica: pochi ingredienti, ma impeccabili. Le fragole, rigorosamente coltivate nel Regno Unito e raccolte all’alba durante i giorni del torneo, arrivano freschissime all’All England Club e vengono servite con panna. Ogni anno ne vengono consumate centinaia di migliaia di porzioni, trasformando un dessert semplice in una vera icona di stile. Perché a Wimbledon anche il lusso si esprime con sobrietà: niente ostentazione, solo tradizione e qualità.

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3. Rufus, il falco che protegge Wimbledon
Questa è una delle chicche che adoro.
Ogni mattina, circa un’ora prima dell’apertura dei campi, entra in scena Rufus, un Harris’s Hawk.
Il suo compito è sorvolare il Centre Court per allontanare piccioni e altri uccelli che potrebbero sporcare il campo o disturbare il gioco.
È diventato una vera celebrità, ha persino un profilo social ed è considerato uno dei “dipendenti” più famosi del torneo.

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4. Essere soci di Wimbledon è quasi impossibile
- Full Members circa 375;
- Honorary Members, qualche centinaio, tra cui grandi campioni.
A Wimbledon il prestigio apre molte porte, ma non sostituisce mai il rispetto delle regole. E forse è proprio questa fedeltà alla tradizione che rende il torneo il più esclusivo del mondo.
Nel 2022 Roger Federer, otto volte campione di Wimbledon e socio onorario, si presentò all’All England Club per prendere un tè con il suo allenatore. Non aveva con sé la tessera da socio e il giovane addetto alla sicurezza, che non lo riconobbe, gli negò inizialmente l’ingresso. Federer raccontò poi l’episodio con grande ironia: dovette fare qualche telefonata e accedere da un altro ingresso. Una scena surreale che dimostra quanto, a Wimbledon, le regole valgano davvero per tutti: persino per l’uomo che sul Centre Court ha trionfato più di chiunque altro
5. Kate Middleton, la monarchia e i colori della tradizione
A Wimbledon la famiglia reale non è un semplice ospite d’onore: è parte integrante della storia del torneo. Dal 2016 Catherine, Principessa del Galles, è patrona dell’All England Lawn Tennis Club, un incarico che la vede rappresentare il torneo nelle occasioni ufficiali e consegnare i trofei ai vincitori del singolare femminile e maschile. È uno dei momenti più attesi delle finali, in cui sport e monarchia si incontrano in una cerimonia dal fascino senza tempo.
Quest’anno è stata proprio Kate a consegnare il trofeo a Jannik Sinner, sotto gli occhi del Principe William e dei giovani George e Charlotte, confermando un legame che da oltre un secolo unisce Wimbledon alla Corona britannica.
A fare da cornice a questa tradizione sono anche i colori ufficiali del torneo: il verde e il viola. Introdotti nel 1909, il verde richiama i celebri prati impeccabilmente curati dell’All England Club, mentre il viola, storicamente simbolo di nobiltà e prestigio, celebra il profondo legame con la monarchia. Non è un caso che questi colori dominino ogni dettaglio dell’evento, dalla segnaletica agli allestimenti floreali, dagli asciugamani dei giocatori fino ai badge dello staff.

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E c’è un dettaglio che gli appassionati di stile attendono ogni anno: Kate Middleton sceglie molto spesso di indossare proprio il verde o il viola durante le sue apparizioni a Wimbledon. Non si tratta di un obbligo del protocollo, ma di un elegante omaggio all’identità del torneo, un modo discreto e raffinato per dimostrare come, anche attraverso la moda, sia possibile raccontare il rispetto per una tradizione centenaria.
6. La Royal Box
Ha appena 74 posti. Non si comprano. Si entra solo su invito del presidente dell’All England Club.
Quest’anno erano presenti, tra gli altri:
- Anna Wintour
- Nicole Kidman
- Dustin Hoffman
- Ben Stiller
- Jennifer Lopez
- Tom Hiddleston
- Sienna Miller
- Friedrich Merz
oltre naturalmente alla famiglia reale.
7. Anche il pubblico deve rispettare un dress code
Non esiste un obbligo generale per tutti gli spettatori, ma eleganza e buon gusto sono praticamente una regola non scritta.
Per la Royal Box, invece, il dress code è severissimo:
- giacca e cravatta per gli uomini;
- abbigliamento elegante per le donne;
- cappelli sconsigliati perché potrebbero coprire la visuale.
Perfino Lewis Hamilton in passato ebbe problemi per un abbigliamento ritenuto non conforme.

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8. L’erba più famosa del mondo
Wimbledon è l’unico torneo del Grande Slam che si gioca ancora sull’erba, una superficie tanto affascinante quanto delicata. Ogni filo viene curato con precisione quasi maniacale: l’altezza è mantenuta intorno agli 8 millimetri e il prato è monitorato quotidianamente da un team di giardinieri specializzati. Non è solo un campo da gioco, ma un patrimonio da preservare.

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9. Palline sempre perfette
Anche le palline seguono un rigido protocollo. Vengono sostituite dopo i primi sette game e successivamente ogni nove game, così da garantire rimbalzi e velocità costanti per tutta la durata dell’incontro. Un dettaglio quasi invisibile agli occhi del pubblico, ma fondamentale per assicurare le stesse condizioni di gioco a tutti i tennisti.
10. Pimm’s e l’eleganza senza sponsor
Se in Italia l’estate sa di spritz, a Wimbledon il brindisi ha un altro nome: Pimm’s No.1 Cup. Preparato con il celebre liquore Pimm’s, limonata, cetriolo, fragole, arancia e menta, è il cocktail simbolo del torneo e accompagna da decenni le giornate sui prati dell’All England Club. Ogni anno ne vengono serviti decine di migliaia di bicchieri, diventando, insieme alle immancabili fragole con panna, uno dei rituali più amati dagli spettatori.
Questa attenzione ai dettagli si riflette anche nell’estetica dell’evento. In un’epoca in cui gli stadi sono dominati da maxi-schermi, cartelloni pubblicitari e sponsor ovunque, Wimbledon continua a scegliere la strada della sobrietà. I loghi commerciali sono ridotti al minimo e lo sguardo viene catturato soprattutto dai colori ufficiali del torneo – il verde dei prati e il viola istituzionale – che impreziosiscono ogni angolo dell’All England Club.

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Una scelta precisa, che rinuncia all’ostentazione per preservare un’identità visiva elegante e senza tempo. Perché a Wimbledon anche un cocktail, un colore o l’assenza di pubblicità raccontano la stessa filosofia: il vero lusso è lasciare che siano la tradizione e lo stile a parlare.





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