Ed eccomi di nuovo a riscoprire una città italiana. Questa volta ho scelto una delle più particolari e visitate al mondo: la nostra Venezia.

Niente strade, ma canali, niente auto ma barche e gondole. Venezia è una città sull’acqua, un’acqua che la caratterizza e al tempo stesso, un po’, la consuma. Venezia è affascinante, misteriosa e, contemporaneamente, un po’ tenebrosa. Il fatto che gli edifici emergano dall’acqua a me fa molto effetto e ricordo ancora la riproduzione di Venezia vista a Las Vegas…mi fece sorridere, ma anche riflettere sul fatto che l’Italia ha tutto e forse (anzi sicuramente) anche di più, così piccola rispetto a tante altre nazioni, così densa di architettura, storia, usanze, buon cibo e talenti. Va beh, ormai posso dirmi perdutamente innamorata del mio paese.

Per arrivare a Venezia in auto da Reggio Emilia occorrono circa due ore e, partendo presto la mattina, si può godere del risveglio di questa città, ancora silenziosa e priva di turisti. Parcheggiato l’auto al Tronchetto, dopo il lungo ponte che collega Mestre alla città del leone alato, si possono scegliere varie opzioni per raggiungere Piazza San Marco: a piedi, con il vaporetto o con il taxi privato. Mio marito ed io abbiamo optato per quest’ultimo, in modo da evitare un mezzo pubblico (in tempo di Covid…) e per godere di un viaggetto in solitaria a bordo di un lungo ed elegante taxi acqueo in legno, di quelli dove ti accomodi fuori a poppa e non riesci a star seduto perchè la città ti prende e vuoi vedere ogni cosa da un’insolita prospettiva.

Io consiglio di visitare Piazza San Marco subito la mattina per evitare l’assembramento di turisti (anche se al momento sono pochi rispetto al solito). Arrivare nella piazza dall’acqua ha un suo insindacabile fascino, sicuramente in parte dovuto al cinema.

I bar che circondano Piazza San Marco sono tutti molto antichi e in pieno accordo architettonico con la città. Il mio preferito a ogni visita a Venezia è da sempre il Florian.

Chi mi conosce bene sa che la colazione del sabato per me deve essere consumata con calma e possibilmente con una bella vista: e qui è stata all’altezza delle mie aspettative.

Avendo visitato Venezia varie volte in questa occasione non mi sono soffermata sui monumenti, ma l’ho vissuta come fantastica location per una passeggiata e un po’ di shopping con la calma tipica del sabato mattina.

Addentrandosi nelle varie calle, tra i canali, si respira sempre di più il sapore di storia e ricchezza. Ogni palazzo ha il suo portone d’ingresso sull’acqua. Un tempo non vi erano ponti nelle calle interne, ci si spostava solo con le imbarcazioni che, per i più abbienti, erano le famose gondole. Ogni portone aveva i decori della casata e proprio da lì si faceva ingresso nell’attracco interno del palazzo, come se fosse un giardino.

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande, nella città di Venezia. Dei quattro, il ponte di Rialto è il più antico e sicuramente il più famoso. La voce popolare vuole che due curiosi capitelli, visibili dal Ponte, siano stati scolpiti per prendersi gioco di quanti criticavano l’opera del costruttore. Nella costruzione di esso si susseguirono parecchie peripezie. Vi lascio il link qui per saperne di più. Merita sicuramente un passaggio sotto al ponte per ammirarlo, ma anche sopra per osservare le vetrine delle tante gioiellerie.

Non distante dal ponte, in un palazzo antico e di incommensurabile bellezza, vi è uno spazio commerciale dedicato ai brand più prestigiosi con un’originale caffetteria al piano terra e una terrazza panoramica sul roof top (occorre prenotare per accedervi: clicca qui). Io sono rimasta senza parole dal palazzo e da come è stato allestito nel rispetto della sua bellezza interna: T Fondaco dei Tedeschi by DFS. Consiglio sicuramente una visita per un momento più “glamour”.

L’orario del pranzo è stato perfetto per concedersi il famoso giro in gondola e per me è stata la prima volta. Trenta minuti a bordo di queste imbarcazioni preziose lunghe circa undici metri, in sicurezza e nel pieno rispetto delle regole in materia di Covid.

I gondolieri sono personaggi pittoreschi che sfoderano parole pittoresche e urlano agli incroci, nel loro dialetto, per evitare di scontrarsi con altre gondole e imbarcazioni. C’è tutto un linguaggio fatto anche di segni e fischi. Si tratta di abili personaggi che si destreggiano tra le calle, si chinano e inclinano con maestria le gondole sotto ai ponti e raccontano la loro Venezia vista dall’acqua. Abbiamo avuto occasione di vedere da una prospettiva privilegiata, e senza accalcarci con altri turisti, il famoso Ponte dei Sospiri ed è stato istruttivo, originale e allo stesso tempo romantico.

Ho amato e apprezzato molto il giro in gondola a seguito del quale ci siamo concessi un autoctono Spritz e qualche cicchetto. I cicchetti sono i tipici antipasti veneziani, simili alle tapas spagnole, la cui composizione varia a seconda del periodo dell’anno.

Il pomeriggio ci siamo spinti nel quartiere ebraico (ghetto ebraico): un posto tranquillo, molto toccante e originale, fatto di locali tipici con cucina kosher e boutiques di artigianato. Nel tragitto ho incrociato una gondoliera donna, ho sperato di poterla fermare per scambiare due parole e magari chiederle di concedermi un’intervista per il mio format #intervistaglamour, ma era impegnata con alcuni turisti e non ho voluto distrarla.

Venezia è varia e bellissima. Ho un bellissimo ricordo anche del Casinò, palazzo stupendo nonché luogo dove trascorrere una serata decisamente diversa dal solito. Speriamo di poter ritornare presto in una Venezia più libera in un’Italia senza pericolo di Covid.