IL GUANTO DI…SFIDA

_dizionario glamour AI 2020/2021_

Non lo so se è un buon momento per parlare di moda. L’aria che si respira è densa di punti di domande. In primo luogo la ripresa delle attività di bambini, ragazzi, adulti e anziani è incerta e un po’ iniettata di timore. Vero è, però, che occorre tornare a quella bella e sana normalità che forse, i più, non riterranno poi così noiosa.

Ho fatto un po’ di ricerca on line e ho sfogliato diverse riviste per farmi un’idea del panorama moda che ci aspetta per l’AI 2020/2021, ed è così che ho deciso di parlare di questo argomento, forse un po’ frivolo e non prettamente necessario, ma che riguarda un settore di pregio del nostro Bel Paese che, come tanti, ha sofferto la situazione difficile degli ultimi mesi.

Tra la gamma di trend pronti ad incollarsi alla nostra pelle uno mi ha stuzzicata più di altri, forse perché io ne sono una vera e propria fan: i guanti. Accessorio iper glamour che può svoltare anche l’outfit più semplice: elegante, complice, di gran classe e, perché no, anche molto sensuale.

Io ho sempre amato indossare i guanti e, prima di ogni inverno, recupero dall’alto dell’armadio una scatola rotonda piuttosto ingombrante per metterla comoda: è piena di guanti di varie lunghezze e varie nouance. 

I guanti sono eleganti e di gran classe a patto che non siano sgualciti, con inserti di pelo effetto pulcino spelacchiato o peggio ancora bucati e non in cadenza con l’outfit. Occorre saperli portare e soprattutto sapere come e quando toglierli.

Sono complici perché ci riparano dal freddo e dallo sporco che si può incontrare dovendo toccare oggetti come maniglie o porte (è una mia fissazione da molto prima della problematica Covid, ho sempre avuto i miei guanti da utilizzare solo in metropolitana o in posti affini) e possono essere sensuali se accompagnati a un abito da sera o se tenuti in mano come oggetto un po’ frivolo (senza sventolarli come una bandiera al Corteo Matildico…).

Un tempo  i guanti erano un’accessorio indispensabile per proteggersi dal freddo o dal rovinare le mani a cavallo, poi con gli anni il suo uso si è rilegato sempre più, ma il suo fascino secondo me è rimasto intatto. 

I primi ritrovamenti sono di natura pittorica e risalgono all’eta’ primitiva. Gli antichi Egizi li indossavano per eseguire lavori nei campi, ma erano anche considerati un simbolo di solennità: nella tomba di Tutankhamen, infatti, furono trovati dei resti di guanti decorati a motivo di traliccio.

Nel Medioevo facevano parte del costume dei reali e dei Papi. I falconieri che partecipavano ai tornei indossavano quelli in cuoio robusto, mentre quelli delle classi più agiate erano ricamati con frange d’oro e le pelli utilizzate erano quelle finissime di cervo e alce. Nel 1500 le donne raffinate li indossavano anche di notte, insieme agli unguenti, per mantenere morbide e bianche le mani; questa pratica era comune anche ai signori…adesso esistono quelli usa e getta zeppi di crema (tanto utili quanto poco sensuali, consiglio di indossarli in solitudine).

Nel XVI secolo in Europa scoppiò la moda dei guanti profumati. In Francia, la mania dei guanti imbevuti di sostanze fu innescata anche da Caterina de Medici che secondo una leggenda, nel 1572 spedì un paio di guanti avvelenati alla Regina di Navarra madre dello sposo di sua figlia. Ella perì quasi immediatamente, ma le accuse a Caterina de’ Medici non furono mai provate… e qui, se sei suocera, lo so che da domani diventerai un agnellino 🙂

Nel 1700 e nel periodo Neoclassico le maniche degli abiti si accorciano e le donne indossano guanti lunghi fino all’avambraccio che potevano avere dai 12 ai 15 bottoni. Questa tendenza del guanto lungo continuerà anche nell’800, esso veniva indossato la sera a teatro e nell’ora del té, mentre durante le attività di svago era più corto, quasi un guantino.

Ed è proprio a questo ultimo periodo che si è ispirata la moda AI 20/21.

Courtesy of Lanvin

Courtesy of Gucci

Courtesy of Lanvin

Courtesy of Balmain

Courtesy of Givenchy

Courtesy of Sportmax

Courtesy of Marc Jacobs

Courtesy of Miu Miu

E se è vero che quest’annata ci ha lanciato il guanto di sfida, io suggerisco di coglierlo e di trarre il meglio in ogni caso.